“Si può fare”, convegno a Firenze sull’inclusione delle persone con disabilità

“Si può fare”, convegno a Firenze sull’inclusione delle persone con disabilità
Sabato 12 aprile Elena Improta, presidente di “Oltre lo sguardo”, è intervenuta a Firenze, in qualità di componente del Comitato tecnico scientifico  CTS e dell’ ANEP (Associazione Nazionale educatori professionali), al convegno “Si può fare” sull’inclusione delle persone con disabilità per passare nel contesto sociale.
Nel corso del suo intervento ha sottolineato le difficoltà del passaggio dall’integrazione all’inclusione che rappresenta un’evoluzione significativa nel modo in cui le società affrontano la diversità.
“L’integrazione – ha detto Elena Improta – implica l’idea di inserire individui con bisogni specifici in ambienti normali, ma spesso senza modificare le pratiche esistenti. Questo può portare a una separazione tra “normali” e “diversi”, creando situazioni in cui i bisogni delle persone integrate non sono completamente soddisfatti. L’inclusione, invece, va oltre: si tratta di creare ambienti in cui tutti sono accolti e valorizzati, indipendentemente dalle loro differenze. Questo significa adattare le pratiche e le strutture per garantire che tutti possano partecipare attivamente e sentirsi parte di una comunità. L’inclusione promuove una cultura di rispetto e accettazione, in cui le diversità sono viste come ricchezze piuttosto che come ostacoli.
In sintesi, mentre l’integrazione è un passo importante, l’inclusione rappresenta un impegno più profondo per creare società più eque e giuste.
In questo, come in altri riguardanti le persone con disabilità , è fondamentale l’alleanza tra familiari caregiver e enti pubblici , cooperative e operatori/educatori professionali
Tra le nuove strategie per rendere possibile il passaggio dall’integrazione all’inclusione – ha aggiunto-  è fondamentale la deistituzionalizzazione a favore del co-housing sociale, che è quanto stiamo facendo con il nostro progetto “La casa di Mario”, con le persone con disabilità che abbiano le abilità residue tali da poter puntare sulla consapevolezza delle loro competenze e potenzialità verso l’indipendenza abitativa assistita e gli inserimenti socio lavorativi o socio occupazionali nel tessuto produttivo del territorio.
Importante per l’inclusione – ha concluso Improta –  è l’intervento educativo volto ad alzare l’autostima, insegnare regole comportamentali nei vari luoghi in cui vengono inclusi, e, ultima ma non ultima, l’importanza della relazione affettiva e sessuale”.
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