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Salviamo “La Casa di Mario”

Salviamo “La Casa di Mario”
Elena Improta mamma di Mario oltre lo sguardo

Perché questa petizione è importante

Lanciata da
Serenella Bischi

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Oggi ,16 luglio 2023, terzo giorno di sciopero della fame di Elena Improta, fondatrice della Casa di Mario, Presidente della Onlus “Oltre lo sguardo APS”.

Trentaquattro anni fa, Elena dette alla luce suo figlio Mario in un parto a rischio, a Villa Mafalda di Roma. Più di un’ora di documentazione riguardante il monitoraggio fetale scomparsa, un parto che non si apriva, manovre rischiose fatte sulla mamma e sul bambino. Dopo varie perizie, si conferma ragionevolmente il nesso tra il rapporto della sofferenza ipossico ischemica e l’assenza di ossigeno, con la condizione di Mario. Ma non il nesso di negligenza dei medici e della clinica.

Elena è una madre, allora ventiseienne, e già gli è stato diagnosticato con certezza che Mario non parlerà, non camminerà e non vivrà senza il suo supporto. MAI.

Negli anni si informa, fa causa a Villa Mafalda, ma comincia anche a muoversi nel percorso di diversità sempre insieme a suo figlio. Dal terrore di lasciare Mario solo in un futuro incerto, lui come altri nella sua condizione, scaturisce una visione che si concretizza nella creazione della Onlus “Oltre lo Sguardo” e nella scelta di Orbetello come luogo di insediamento della Casa di Mario. Grandi locali che si aprono sulla laguna, sulla luce che rischiara una condizione difficile OGNI GIORNO e a cui Elena insieme a suo marito non si sottraggono mai, 24 ore su 24.

Un luogo colorato, aperto a tutti quelli che vogliono portare un sorriso, una collaborazione, un posto che offre lavoro a educatori, psicologi e collaboratori.

Ma soprattutto Amore e sicurezza a Mario e ad altri ragazzi e ragazze disabili.

Poi la verità giudiziaria, dopo 27 anni, tanto ci vuole per fare giustizia in Italia: la causa contro Villa Mafalda viene persa.

Elena Improta dovrà pagare 276 mila euro per le spese legali!

Una decisione punitiva quella dell’autorità giudiziaria, nonché umiliante, soprattutto per la condizione di vita di Mario e degli altri ragazzi che usufruiscono di questo servizio quotidiano.

Se Elena avesse commesso un reato penale, per buona condotta, oggi lei e Mario sarebbero due persone libere.

Una cifra lievitata con il passare degli anni, che Elena non ha. Per assistere suo figlio ha rinunciato al lavoro. Vogliono pignorare la casa destinata a Mario e ai ragazzi disabili “durante e dopo di lei”, dove abitano persone adulte non autosufficienti che hanno trovato una situazione di vita accettabile, piena di attività da svolgere durante la giornata e totalmente tutelate.

Troviamo INSIEME una soluzione! La Casa di Mario deve vivere, non accetta soldi o donazioni, ma vuole essere libera da questa spada di Damocle. Impediamo che venga commessa una grave ingiustizia.

La casa di Mario deve esistere oltre il tempo: Elena ha già predisposto di lasciare i suoi beni materiali a disposizione del territorio, un’opportunità UNICA per chi soffre la durissima condizione di disabilità.

Una scelta d’Amore oltre lo sguardo. Oltre la Vita.

Elena continuerà il suo digiuno fino a quando non avrà un riscontro da parte delle autorità giudiziarie.

Se siete d’accordo firmate questo appello

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