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Improta sospende sciopero della fame, Villa Mafalda sorda a ogni richiesta

Improta sospende sciopero della fame, Villa Mafalda sorda a ogni richiesta

“Dopo 14 giorni di sciopero della fame e in seguito al progressivo deteriorarsi delle mie condizioni fisiche, su consiglio della dottoressa Monica Paffetti, che mi ha seguito dal punto di vista medico in questa vicenda, mi trovo costretta a sospendere la mia protesta e a ricominciare a nutrirmi. Mio figlio e i ragazzi della casa famiglia hanno bisogno di una madre forte e in salute che possa portare avanti le loro battaglie”.  Lo ha detto Elena Improta, la madre caregiver in sciopero della fame per tutelare il diritto alla vita e al futuro del figlio ma anche della casa famiglia che ospita il progetto per il “dopo di noi” di Mario e di altri disabili accolti in quelle mura. Improta, dopo aver perso la causa contro la clinica romana dove partorì 34 anni fa, è stata condannata a pagare quasi 300mila euro di spese legali, ma mentre la compagnia Assicurazioni Allianz Spa, la AXA Assicurazioni e assicurazioni generali, hanno deciso di rinunciare al recupero delle loro quote di spese processuali, la clinica Villa Mafalda ha rifiutato ogni richiesta.

“La decisione  – ha proseguito Improta – arriva anche nella consapevolezza che il muro di gomma innalzato dalla clinica Villa Mafalda e dal suo proprietario, sordi e indifferenti a ogni richiesta e a ogni tentativo di mediazione, non verrebbe scalfito neanche se dovessi arrivare allo stremo. Ringrazio tutti quanti mi sono stati vicini e mi hanno supportato in questa vicenda: i media, i giornalisti e le giornaliste che hanno amplificato la mia voce; i #DeputatiPD che mi hanno da subito sostenuta e che hanno presentato un’interrogazione per creare un fondo che permetta alle famiglie dei disabili vittime della mal sanità di potersi difendere; la Ministra #AlessandraLocatelli per aver preso a cuore la nostra vicenda; Don Luigi D’Errico, referente diocesano della pastorale per le persone con disabilità, per aver tentato l’ultima mediazione con il prof Paolo Barillari; gli operatori della “casa di Mario”, tutte le associazioni che si sono mobilitate per la mia causa (e sono state tantissime”), tutte le amiche e gli amici che sui social e nella vita reale non ci hanno mai abbandonati, tutta la comunità orbetellana, in particolare la Vice Sindaca e Assessore al Sociale Chiara Piccini (Fratelli d’Italia) , l’Assessore alla Sanità Silvia Magi (Lega), di Orbetello e il Consigliere Regionale della Lega Andrea Ulmi per aver caldeggiato la nostra lettera alla Ministra Alessandra Locatelli .
Ultimo ma non ultimo Paolo Ruffinii che mi ha sostenuta da subito mettendoci la voce e la faccia

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